Quando guardare i competitor ti fa perdere la testa (e la voce)
Quando guardare i competitor ti fa perdere la testa (e la voce)

Quando guardare i competitor ti fa perdere la testa (e la voce)

Guardare cosa fanno gli altri può essere utile, spesso è necessario perché ti aiuta a capire il contesto, osservare il linguaggio del settore, intercettare tendenze, individuare vuoti, riconoscere ciò che viene ripetuto troppo spesso.

Il problema comincia quando ti trovi nella condizione di rincorrere i tuoi competitor che valuti essere decisamente più “avanti” rispetto a te.

Quando pensi “dovrei farlo anch’io”, prima di fare qualsiasi cosa fai un bel respiro e considerare se copiare quello che ti è piaciuto sia davvero la cosa migliore per la tua attività. Potrebbe non esserlo.

Quando l’osservazione per orientarti si trasforma in ansia da prestazione, è bene non reagire a sentimento e prendersi il tempo per lavorare di strategia.

Il punto non è cosa fanno gli altri

Quando vedi un competitor inventarsi qualcosa di nuovo, originale, magari anche molto visibile, è normale che la reazione sia un mix di curiosità, ammirazione, fastidio, invidia e preoccupazione, ma la domanda che in quel frangente ci è più utile non è “Come posso farlo anch’io?”, bensì: “Quella cosa avrebbe senso nel contesto del mio progetto?”

Perché non tutto ciò che funziona per un altro brand può funzionare anche per il tuo.

Un’idea può essere anche  brillante, eppure non risultare coerente con la tua identità. Può essere una trovata che mira a generare attenzione, senza avere come obiettivo la costruzione della fiducia che magari ti sarebbe più utile nel costruire un certo tipo di relazione con i tuoi clienti. 

Partire da chi sei per fissare i tuoi obiettivi è l’unico modo per non tradire l’identità che hai costruito nel tempo. E se il problema risiede proprio lì, se la tua identità ha bisogno di un rebranding, allora non ti serve rincorrere nessuno. Per fortuna.

Chi prima arriva, meglio alloggia

I proverbi raramente si sbagliano.

Quando un brand intercetta per primo una tendenza e si muove in modo tempestivo, viene premiato. Anticipare una richiesta, proporre una soluzione anche contro-intuitiva, colmare un vuoto che può sembrare di poco valore ma si rivela essere fondante… cosa c’è di meglio?

Arrivare per secondi, a meno che tu non fai evolvere in modo consistente l’idea originale, non vale poi molto. Viene considerato un adeguamento indispensabile per la sopravvivenza. Svalutante, vero? 

Quel “lo facciamo anche noi”, nella comunicazione, si rende evidente perché manca di freschezza. Quando un contenuto nasce dalla paura di essere superati, quando il linguaggio cambia improvvisamente solo perché “adesso fanno tutti così”… si vede.

Prendere ispirazione è doveroso, ma deve essere una soglia da attraversare per creare qualcosa che ci rappresenti totalmente.

In caso contrario non parliamo di scelta strategica, bensì di semplice reazione.

Quando la comunicazione nasce dalla reazione, tende a diventare instabile. Oggi spingi sull’ironia perché il tuo competitor ha un video divertente che è diventato virale, domani cambi il formato, dopodomani apri un nuovo canale abbandonando quelli che già avevi… nel frattempo perdi coerenza e continuità.

Sperimentare è sano se l’intenzione è di far evolvere la propria presenza seguendo una strategia, ma buttarsi a capofitto in situazioni che riesci a malapena a controllare non è strategia.

Una buona idea la riconosci quando risulta coerente con il tuo posizionamento, quando parla al pubblico che vuoi raggiungere, quando sostiene i valori che voglio veicolare, quando rafforza la percezione che voglio costruire, quando posso realizzarla al meglio con continuità e senso.

Una comunicazione efficace non è una collezione di idee brillanti, è piuttosto un sistema riconoscibile e strutturato.

Il tuo brand non è nato per fare da eco alle trovate altrui, il tuo brand non deve dimostrare di saper fare tutto quello che fanno i competitor. Deve riuscire a far riconoscere ciò che può fare soltanto lui, a modo suo.

L’identità di un brand non è statica

Avere un’identità di brand solida non significa ignorare il mercato, non significa affermare più o meno esplicitamente “Io faccio solo a modo mio” e fregarsene del resto.

Al contrario. Se sai chi sei, puoi guardare gli altri con una maggiore lucidità: puoi apprezzare un’idea ben riuscita senza sentirti minacciato, puoi riconoscere il valore di un competitor senza doverlo per forza imitare, puoi capire cosa sta cambiando nel tuo settore e valutare come far sentire ancora la tua voce.

L’identità non è una gabbia, è l’asse che ti permette di muoverti senza scomporti.

 

 

 

 

 

 

 

 

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